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Discriminazione

Insieme per il Pride in Turchia

Sosteniamo il diritto di manifestare pacificamente e la libertà di espressione della comunità LGBTQI+ in Turchia.

Online dal 11 giugno 2026

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Di cosa si tratta

I Pride sono sotto attacco in Turchia e le persone Lgbtqia+ subiscono discriminazione e violenza. Dal 2015 le iniziative legate ai Pride sono sistematicamente impedite, attraverso divieti generali e specifici e anche per mezzo di una repressione violenta delle riunioni pacifiche.

2015 Anno da cui le iniziative legate ai Pride sono sistematicamente impedite
2023 Anno della stagione dei Pride analizzata nel rapporto di Amnesty International
7 giugno Data di inizio del periodo di analisi delle detenzioni arbitrarie
9 luglio 2023 Data di fine del periodo di analisi delle detenzioni arbitrarie

Amnesty International ha analizzato in un rapporto la risposta dello stato ad alcune riunioni pacifiche che si sono tenute durante la stagione dei Pride 2023, rilevando un uso non necessario della forza contro chi aveva manifestato pacificamente da parte delle forze di polizia nelle province di Istanbul, İzmir, Ankara, Eskişehir e Adana. In poco più di un mese, tra il 7 giugno e il 9 luglio 2023, periodo oggetto di analisi, sono state detenute arbitrariamente almeno 224 persone, tra cui attivisti/e, avvocati/e, giornalisti/e e persone che si trovavano per caso laddove stavano avvenendo gli arresti e le operazioni di contenimento. La legge turca non prevede forme specifiche di tutela per la comunità Lgbtqia+, né riconosce in modo specifico l’omolesbobitransfobia. Una narrazione tossica promossa anche dai rappresentanti del governo e da alti funzionari dello stato, favorisce un clima in cui vengono perpetrati e tollerati atti discriminatori.

Cosa chiede Amnesty

Amnesty International chiede al ministro dell’Interno della Turchia di garantire lo svolgimento dei Pride e che sia tutelata la sicurezza delle persone partecipanti. In particolare, si chiede di astenersi dall’imporre divieti generali sulle proteste pacifiche e di garantire che l’uso della forza da parte delle forze di polizia sia conforme ai principi fondamentali di legalità, necessità, proporzionalità, precauzione e non discriminazione.

Sintesi dalla pagina ufficiale dell’appello su amnesty.it. Testo integrale al link in fondo. amnesty.it →

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