Rompere il silenzio: al fianco delle donne in Afghanistan
Rompere il silenzio e sostenere le donne in Afghanistan nella loro lotta per i diritti umani.
Online dal 11 giugno 2026
Di cosa si tratta
A tre anni dal ritorno al governo dei talebani, l'Afghanistan rimane un focolaio di violazioni incontrollate e inarrestabili dei diritti umani, soprattutto contro le donne e le bambine.
Dall’agosto 2021 le autorità di fatto talebane compiono crimini di diritto internazionale, tra cui persecuzioni di genere, torture, detenzioni arbitrarie e censura, senza alcuna assunzione di responsabilità. Le donne sono bandite da tutte le dimensioni sociali della vita e subiscono gravi restrizioni ai diritti alla libertà di espressione, di riunione pacifica e di partecipazione politica. Oggi si parla con ancora più forza di apartheid per motivi di genere, un concetto articolato dalle difensore dei diritti umani dell’Afghanistan e dalle loro alleate femministe già negli anni Novanta. Oltre 20 difensore dei diritti umani residenti in 21 province dell’Afghanistan hanno detto ad Amnesty International di aver perso autonomia in ogni aspetto della loro vita, sentendosi delle “non persone”.
Cosa chiede Amnesty
Amnesty International sollecita il governo Meloni affinché la comunità internazionale intraprenda azioni concrete per fare pressione sui talebani affinché rispettino e proteggano i diritti delle donne e delle ragazze, pongano fine alla persecuzione di genere e consentano alle donne di partecipare in modo significativo alla vita sociale, politica e culturale del paese. Si chiede inoltre di reagire all’applicazione delle pene corporali e sostenere l’istituzione di un meccanismo di giustizia formale competente, indipendente e imparziale, oltre a creare un solido meccanismo per riconoscere le responsabilità dei talebani per le violazioni dei diritti umani.
Sintesi dalla pagina ufficiale dell’appello su amnesty.it. Testo integrale al link in fondo. amnesty.it →
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