Il reato di tortura non si tocca!
Si chiede di mantenere intatto il reato di tortura, garantendo la protezione contro trattamenti crudeli e disumani.
Online dal 11 giugno 2026
Di cosa si tratta
Dopo quasi 30 anni per introdurre il reato di tortura nel codice penale italiano nel 2017, questa importante conquista nel campo dei diritti umani è a rischio.
Al Senato sono in discussione due disegni di legge, uno per modificare la legge e uno per abrogarla. La Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, ratificata dall'Italia nel 1989, definisce e punisce gravissime violazioni della dignità umana e dell'integrità psichica e fisica compiute da pubblici ufficiali. A soli sei anni dall'introduzione del reato, il parlamento si appresta a discuterne la possibile abrogazione e la sua derubricazione ad aggravante comune. L’accoglimento di una proposta di abrogazione costituirebbe un arretramento grave per la tutela dei diritti umani e metterebbe a rischio la punibilità di chi usa la tortura.
Cosa chiede Amnesty
Chiediamo al Parlamento di respingere ogni ipotesi di abrogazione del reato di tortura e di adoperarsi piuttosto per il suo rafforzamento nel rispetto degli standard internazionali. L'Italia deve continuare a impegnarsi nel prevenire violazioni dei diritti umani da parte di pubblici ufficiali e nel perseguire chi si rende colpevole del reato di tortura.
Sintesi dalla pagina ufficiale dell’appello su amnesty.it. Testo integrale al link in fondo. amnesty.it →
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