Armi meno letali: no al commercio senza regole!
Si chiede di regolamentare il commercio di armi meno letali per prevenire abusi e violazioni dei diritti umani.
Online dal 11 giugno 2026
Di cosa si tratta
Negli ultimi anni casi di repressione delle proteste attraverso l’uso di armi meno letali sono stati segnalati in numerosi stati nel mondo. Il diffuso uso improprio di armi meno letali solleva interrogativi sulla mancanza di regolamenti, sui discutibili processi decisionali di coloro che sovrintendono alle operazioni di polizia e sulla mancanza di addestramento di molti agenti che le usano.
In Thailandia, nel 2020 e nel 2021, la polizia ha fatto ricorso alla forza eccessiva contro i manifestanti usando in modo improprio e ingiustificato manganelli, proiettili di gomma e cannoni ad acqua combinata con irritanti chimici. In Francia, centinaia di manifestanti e agenti delle forze di polizia sono rimasti feriti, con molte ferite causate da armi intrinsecamente abusive o dall’uso improprio di proiettili a impatto cinetico e candelotti di gas lacrimogeno. Anche in Italia, i gas lacrimogeni sono stati utilizzati in modo improprio causando gravi danni ai manifestanti, come nel caso di Yuri Justesen nel 2011 e di un'attivista nel 2021, entrambi durante manifestazioni No-Tav. Le forze di sicurezza libanesi hanno utilizzato in modo improprio armi di fabbricazione francese per reprimere le proteste, sparando incautamente gas lacrimogeni e proiettili di gomma direttamente sulla folla, causando ferite gravi a persone come Jean George Prince e Jad.
Cosa chiede Amnesty
Amnesty International chiede l’adozione di un trattato internazionale che regoli il commercio delle armi meno letali in dotazione delle forze di polizia impegnate in azioni di ordine pubblico. Si chiede di sostenere l’adozione di un trattato globale, forte e legalmente vincolante che vieti gli strumenti intrinsecamente atti a violare i diritti umani e che sottoponga il commercio delle armi cosiddette meno letali a controlli in materia di diritti umani.
Sintesi dalla pagina ufficiale dell’appello su amnesty.it. Testo integrale al link in fondo. amnesty.it →
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