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Libertà di espressione

Proteggere il diritto di protesta in Italia

È fondamentale proteggere il diritto di protesta pacifica in Italia, garantendo la libertà di espressione.

Online dal 11 giugno 2026

Firma su amnesty.it

Si apre la pagina ufficiale amnesty.it. La raccolta firme avviene solo lì.

Di cosa si tratta

Amnesty International Italia lancia un appello per "Proteggere il diritto di protesta in Italia", evidenziando come il governo stia smontando pezzo dopo pezzo il diritto di protesta pacifica.

52571 persone hanno firmato
53000 firme da raggiungere

Il 4 giugno 2025, il Senato ha approvato il testo definitivo del Decreto sicurezza, convertito in legge il 9 giugno 2025, n.80, dopo il via libera della Camera il 29 maggio. Questo segue il "decreto legge Rave party" del dicembre 2022 e la Legge n.6 del 22 gennaio 2024 contro gli eco-vandali, che hanno irrigidito le regole e introdotto sanzioni. Il nuovo decreto riprende contenuti contestati da Amnesty International Italia, come la dotazione di bodycam senza codici identificativi, la punibilità dei blocchi stradali con carcere e multa, l'estensione del DASPO urbano e l'introduzione del reato di rivolta in carcere, CPR e hotspot. L'inasprimento delle sanzioni avviene in un contesto di uso eccessivo della forza e narrazione stigmatizzante, rendendo rischioso esprimere dissenso in Italia.

Cosa chiede Amnesty

Amnesty International Italia chiede alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di garantire che le forze di polizia utilizzino la forza come ultima risorsa, di introdurre codici identificativi alfanumerici per gli agenti e di assicurare un'adeguata formazione. Si chiede inoltre di indagare tempestivamente sulle accuse di violazioni dei diritti umani, di limitare l'uso di armi "meno letali" e di trattare la notifica preventiva per le manifestazioni come un avviso, non un obbligo, tutelando anche le manifestazioni spontanee e ponendo fine ai discorsi stigmatizzanti.

Sintesi dalla pagina ufficiale dell’appello su amnesty.it. Testo integrale al link in fondo. amnesty.it →

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