Cacciati per il cobalto: fermare gli sgomberi in Congo
Si chiede di fermare gli sgomberi forzati in Congo, dove le comunità vengono cacciate per l'estrazione del cobalto, violando i loro diritti.
Online dal 11 giugno 2026
Di cosa si tratta
La Repubblica Democratica del Congo fornisce la maggior parte del rame e del cobalto utilizzati nelle batterie agli ioni di litio, essenziali per la transizione energetica. Tuttavia, la corsa globale per assicurarsi questi minerali sta anteponendo il profitto ai diritti umani.
Migliaia di persone hanno perso la casa, le scuole e gli ospedali a causa dell’espansione delle miniere di rame e cobalto, in particolare a Kolwezi. Le ricerche di Amnesty International hanno dimostrato che l’estrazione di queste materie prime minaccia i diritti umani, con comunità sgomberate con la forza dalle loro case e dai terreni agricoli. I bambini di appena sette anni vengono costretti a scavare il minerale nelle miniere artigianali, e salari bassi e condizioni pericolose sono la norma. Nel Salar de Atacama, l’estrazione di litio e rame minaccia i diritti delle popolazioni native e mette a rischio le risorse idriche e gli ecosistemi. La cattiva gestione delle miniere industriali ha prodotto inquinamento e danni alla salute, mentre l'estrazione in acque profonde pone rischi irreversibili per l'ecosistema marino.
Cosa chiede Amnesty
Amnesty International invita il Presidente Tshisekedi a porre una moratoria su ulteriori sgomberi di massa nel settore minerario e ad attuare urgentemente procedure e leggi per proteggere i diritti delle comunità minerarie in prima linea. Si chiede inoltre di lavorare in collaborazione con le comunità, la società civile e le autorità provinciali per porre fine agli sgomberi forzati nei siti minerari.
Sintesi dalla pagina ufficiale dell’appello su amnesty.it. Testo integrale al link in fondo. amnesty.it →
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