#IoLoChiedo
Il sesso senza consenso è stupro. Modifichiamo il codice penale italiano per la giustizia.
#IoLoChiedo è la campagna di Amnesty International Italia per adeguare la legislazione italiana agli standard internazionali. L'obiettivo è modificare l'articolo 609-bis del codice penale, affinché qualsiasi atto sessuale senza consenso sia considerato reato. La campagna mira anche a sensibilizzare le giovani generazioni sul tema dello stupro e del consenso.
Il consenso è fondamentale
Il consenso ad avere un rapporto sessuale deve essere una scelta libera e volontaria per tutte le persone coinvolte. Essere in silenzio o non dire di no non equivale a dare il proprio consenso. Purtroppo, il concetto che il sesso senza consenso è stupro non è ancora universalmente accettato. Per questo, Amnesty International Italia ha rilanciato la campagna #IoLoChiedo.
La legge italiana sullo stupro
Attualmente, il codice penale italiano definisce lo stupro basandosi esclusivamente sull'uso di violenza, forza, minaccia o coercizione. Amnesty International chiede una revisione dell'articolo 609-bis del codice penale. L'obiettivo è che qualsiasi atto sessuale non consensuale sia punibile dalla legge. È necessario un adeguamento della legislazione italiana e un cambiamento culturale.
Azione per la giustizia
Amnesty International chiede al Ministro della Giustizia la revisione dell'articolo 609-bis del codice penale. L'organizzazione chiede un adeguamento della legislazione italiana e una forte spinta ad un cambiamento culturale. Amnesty International Italia rilancia la campagna #IoLoChiedo con una nuova veste grafica.
Cosa puoi fare
- Sostieni la campagna #IoLoChiedo di Amnesty International Italia.
- Informa e sensibilizza amici e familiari sull'importanza del consenso.
- Chiedi al Ministro della Giustizia la revisione dell'articolo 609-bis del codice penale.
Il sesso senza consenso è stupro!
Il sesso senza consenso è stupro! Questo concetto semplice dovrebbe mettere d'accordo chiunque, poiché lo stupro e altri reati sessuali costituiscono un grave attacco all’integrità fisica, mentale e all’autonomia sessuale della persona sopravvissuta.
Lo stupro e altri reati sessuali sono violazioni dei diritti umani in sé stesse e compromettono il godimento di una serie di altri diritti umani. Purtroppo, questo pensiero non è sempre diffuso e riconosciuto. Una recente indagine Eurostat, FRA ed EIGE conferma dati catastrofici: in Europa una donna su tre ha subito una forma di violenza fisica o sessuale nella sua vita, e in Italia almeno il 31% delle donne e ragazze ha subito una forma di violenza fisica e sessuale. Questi numeri sono allarmanti e rimangono invariati rispetto al 2013, indicando una società che continua a oggettivare le donne. In Italia persiste il pregiudizio che addebita alla donna la responsabilità della violenza sessuale subita, e il codice penale all'articolo 609-bis collega il reato di stupro a violenza, minaccia, inganno o abuso di autorità, senza richiamare il consenso come elemento fondamentale, a differenza di quanto stabilito dalla Convenzione di Istanbul.
Cosa chiede Amnesty
Amnesty International Italia chiede al Ministro della Giustizia la revisione dell’articolo 609-bis del codice penale, affinché qualsiasi atto sessuale non consensuale sia punibile, adottando un modello che valorizzi l’elemento del consenso della persona offesa. Si chiede inoltre di investire nella formazione di tutti i professionisti che entrano in contatto con le sopravvissute e di garantire l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole, che includa il consenso e l’autonomia corporea.
Contenuto riportato da amnesty.it.
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Contenuti generati con AI e verificati dalle fonti ufficiali di Amnesty International. Ultimo aggiornamento: 2026-04-19