Perú: decine di persone morte nelle proteste
In Perú, decine di persone sono morte durante le proteste, chiediamo giustizia e responsabilità.
Online dal 11 giugno 2026
Di cosa si tratta
Il Perú è entrato in una spirale di violenza che sta causando sistematiche violazioni dei diritti umani, soprattutto contro i manifestanti a Lima e in altre importanti città. Questa crisi politica si è intensificata quando, il 7 dicembre 2022, l’allora presidente Pedro Castillo ha annunciato lo scioglimento del Congresso nazionale.
A seguito del tentato scioglimento del Congresso da parte dell'allora presidente Pedro Castillo il 7 dicembre 2022, la vicepresidente Dina Boluarte ha prestato giuramento come presidente. Una parte della popolazione è scesa in piazza per chiedere l’immediato scioglimento del Congresso e nuove elezioni. La risposta delle autorità è stata quella di dichiarare lo stato di emergenza e usare il pugno duro contro le persone che manifestavano. Dal 13 dicembre, quasi 50 persone sono morte per mano delle forze di sicurezza e un numero ancora maggiore è stato ferito, inclusi minorenni. Solo il 9 gennaio sono morte 18 persone durante le proteste nella città di Juliaca, nella regione di Puno; per ritorsione, un agente di polizia è stato bruciato vivo. Giornalisti locali hanno denunciato di essere stati aggrediti da agenti della polizia nazionale, che hanno anche sequestrato le loro attrezzature.
Cosa chiede Amnesty
Chiediamo alla presidente Boluarte di porre immediatamente fine a tutte le forme di uso illegittimo della forza da parte delle forze di sicurezza. La esortiamo a trovare il dialogo e a salvaguardare la vita e l’incolumità di tutte le persone ferite, dando l’assistenza necessaria alle famiglie delle persone decedute e a collaborare alle indagini sulle accuse di violazione dei diritti umani.
Sintesi dalla pagina ufficiale dell’appello su amnesty.it. Testo integrale al link in fondo. amnesty.it →
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