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Urgente Difensori dei diritti

Condannato a 10 anni di carcere

Chiediamo la liberazione di Ahmed Mansoor, difensore dei diritti umani condannato a 10 anni di carcere negli Emirati Arabi Uniti.

Online dal 11 giugno 2026

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Di cosa si tratta

Ahmed Mansoor, attivista per i diritti umani degli Emirati Arabi Uniti, sta scontando una condanna a 10 anni di carcere, emessa nel maggio 2018 per il reato di “offesa allo status e al prestigio degli Emirati Arabi Uniti e dei suoi simboli, compresi i suoi leader“, unicamente in relazione al suo attivismo per i diritti umani.

10 anni di carcere a cui è stato condannato Ahmed Mansoor
2018 anno in cui è stata emessa la condanna di Ahmed Mansoor
20 marzo 2017, data dell'arresto di Ahmed Mansoor
2015 anno in cui Mansoor è stato insignito del premio Martin Ennals

Prima del suo arresto, Ahmed Mansoor era l’unica voce indipendente, non ancora in carcere, a parlare attraverso il suo blog e account Twitter delle violazioni dei diritti umani all’interno del paese. Si trova nella prigione di al-Sadr ad Abu Dhabi, in condizioni drammatiche, in isolamento dal suo arresto il 20 marzo 2017. Ha intrapreso due scioperi della fame per protestare contro il trattamento, compromettendo la sua salute. Mansoor è stato insignito nel 2015 del premio Martin Ennals per i difensori dei diritti umani e ha collaborato con il Centro per i diritti umani del Golfo e Human Rights Watch. Ha documentato violazioni negli Emirati Arabi Uniti dal 2006 e ha subito minacce e vessazioni, con i suoi dispositivi violati. Nel 2011, è stato tra i firmatari di una petizione per riforme politiche, venendo arrestato e poi graziato. Il suo passaporto è stato confiscato dal 2011, impedendogli di lasciare il paese e ritirare il premio Martin Ennals a Ginevra nel 2015. È stato vittima di spionaggio da parte dell'azienda italiana Hacking Team nel 2012, che ha installato uno spyware sul suo computer.

Cosa chiede Amnesty

Chiediamo alle autorità il rilascio immediato di Ahmed Mansoor, in quanto prigioniero di coscienza, in carcere solo per aver difeso i diritti umani. In attesa del suo rilascio, chiediamo di rivelare il luogo di detenzione e di garantire che sia protetto dalla tortura e altri maltrattamenti, con accesso immediato e regolare a un avvocato di sua scelta, alla sua famiglia e a qualsiasi trattamento medico di cui possa aver bisogno.

Sintesi dalla pagina ufficiale dell’appello su amnesty.it. Testo integrale al link in fondo. amnesty.it →

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