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Bahrein: Abdulhadi Al-Khawaja è in pericolo!

Abdulhadi Al-Khawaja, difensore dei diritti umani in Bahrein, è in pericolo imminente.

Online dal 11 giugno 2026

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Di cosa si tratta

Abdulhadi Al-Khawaja, noto difensore dei diritti umani del Bahrein con passaporto danese, è in pericolo. È stato arrestato nel 2011 con l’accusa di essere stato tra gli ispiratori delle proteste di massa contro il governo, torturato e condannato all’ergastolo al termine di un processo gravemente iniquo.

19255 persone hanno firmato
20000 firme da raggiungere

Al-Khawaja è un prigioniero di coscienza, detenuto arbitrariamente da quasi 12 anni per aver esercitato i suoi diritti alla libertà di riunione pacifica e di espressione. La sera del 28 febbraio 2023 ha avuto un’aritmia cardiaca e, nonostante la necessità di una visita urgente da un cardiologo, è stato riportato in prigione senza essere visitato dopo aver rifiutato di essere ammanettato in ospedale. Le torture subite e la mancanza di cure mediche hanno causato ad Al-Khawaja diversi problemi di salute, tra cui fortissimi mal di schiena e disturbi della vista. Insieme ad Al-Khawaja, tra marzo e aprile del 2011, vennero arrestati altri 13 attivisti dell’opposizione, molti dei quali denunciarono torture e a nessuno fu permesso di vedere un avvocato durante gli interrogatori. I 14 attivisti vennero dapprima giudicati in corte marziale e condannati a pene da due anni all’ergastolo, verdetti confermati nel 2013 dalla Corte di cassazione. Quattro di loro sono stati scarcerati, ma non Al-Khawaja, la cui situazione continua a peggiorare. Il 6 novembre 2022, Al-Khawaja ha riferito di affrontare una serie di nuovi processi separati, tra cui accuse di aver rotto una sedia di plastica e di aver insultato un agente di polizia, e di aver insultato un funzionario pubblico protestando contro gli “Accordi di Abramo”.

Cosa chiede Amnesty

Amnesty International chiede la scarcerazione immediata e senza condizioni di Abdulhadi Al-Khawaja, in quanto prigioniero di coscienza detenuto esclusivamente per l’esercizio pacifico dei suoi diritti umani. Nel frattempo, a causa dei suoi gravi problemi di salute, si esorta a garantire che abbia rapido accesso a un’assistenza sanitaria adeguata, in linea con gli standard internazionali sui diritti umani, che riceva informazioni tempestive sul suo accesso alle cure mediche e che sia protetto da ulteriori maltrattamenti e torture.

Sintesi dalla pagina ufficiale dell’appello su amnesty.it. Testo integrale al link in fondo. amnesty.it →

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